Celebrato a Gualdo Tadino il Giorno della Memoria
Alla presenza di tutti gli istituti superiori e di un pubblico numeroso si è svolta, presso il Teatro Don Bosco, la celebrazione del “Giorno della memoria”, a ricordo delle vittime della Shoah. Il Comune di Gualdo Tadino, il Polo Museale della Città e l’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea hanno proposto un’occasione unica di riflessione e di approfondimento ospitando Alberto Krachmalnicoff, presidente dell’Associazione Italia Israele di Perugia, che nel suo intervento ha raccontato la storia di Aldo e Francesca Faina e la mobilitazione di un intero paese umbro, San Venanzo, per salvare una famiglia ebrea.
Dinanzi ad un teatro pieno in ogni ordine di posti, sono intervenuti il sindaco Roberto Morroni, il vicesindaco Sandra Monacelli, il direttore del Polo Museale della Città, Catia Monacelli, la dirigente scolastica Tullia Maggini ed il direttore dell’Opera Salesiana, don Nicola Cupaiolo.
Il sindaco Morroni ha sottolineato la necessità di non dimenticare mai questo orrore. “La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini – ha commentato il primo cittadino - Quello attuato nel Novecento in Europa contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità.”
Ha aggiunto il vicesindaco Monacelli: “Nostro dovere è essere vigili affinché la storia non si ripeta. La libertà non è una conquista che si raggiunge una volta per tutte, ma va difesa, anche a costo di enormi sacrifici. Eleanor Roosevelt diceva: non basta parlare di pace. Uno ci deve credere. E non basta crederci. Uno ci deve lavorare.”
Moderati dal giornalista Mario Donnini, sono seguiti gli interventi della dirigente scolastica Tullia Maggini, che ha sottolineato l’importanza del valore della memoria da trasmettere alle nuove generazioni e quindi del ruolo fondamentale svolto in questo ambito dalla scuola, e di don Nicola Cupaiolo, che ha letto e commentato una toccante pagina del Diario di Anna Frank.
Ha quindi concluso il professor Alberto Krachmalnicoff raccontando l’esperienza vissuta dalla propria famiglia, salvata dalla solidarietà dei coniugi Faina e da quella di un intero paese, oppostosi ad un destino tragico che condurrà invece molti altri nell’inferno di Auschwitz.












